Hai presente quando ti nasce un figlio e lo vuoi dire a tutti e ti sembrano amici anche quelli che incontri al bar?
Hai presente quando ti sei innamorato e tutto ti sembra più bello e romantico, perfino il vecchio rimbecillito che si alza tutte le notti per spostare di parcheggio la sua 127 bianca, che è un miracolo che ancora (lei) lo sopporti (il vecchio), ma che forse accetta di farlo in ricordo dell’amore di (lui per la) sua moglie defunta?
Hai presente quando scopri di non avere quella brutta malattia che il medico ti aveva tristemente prospettato e ora ti senti felice di vivere, anche nel tuo paese che altrimenti avevi sempre convintamente definito “di merda”?
Ecco, qualcosa del genere ci anima nel desiderio di offrire da bere a degli sconosciuti al bar o di provare tenerezza per certi imbecilli e nostalgici o di amare quella vita, che prima con tanta convinzione avevamo dichiarato definitivamente “di merda”.
Se non vi va di stare allegri girate al largo. Se soffrite di allergia all’entusiasmo, spruzzatevi qualcosa! Siamo pericolosi! Specialmente per chi pensa, come dice Watzlawick che cita Dostoevskij, che “nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici”. Ecco noi siamo quelli che ci provano a “sopportarli” e che rompono le scatole a quelli che invece vi hanno rinunciato, magari in nome di una sedicente vita sicura e tranquilla.
La nostra mission?
Sorridi! Desidera! Sentiti amato! Prendi la tua vita e fanne un capolavoro! Non è bene startene solo! Non è bene startene chiuso! Apriti alla bellezza, apriti alla Speranza, apriti al Cielo, apriti all’amore, apriti alla tua Sorgente e al tuo Compimento. Accetta di vivere e di scorrere gioioso come un fiume limpido, pieno, brulicante di vita e fonte di vita…
Non è vero che non puoi essere felice. O che non ne sei degno. O che qualcuno in Cielo possa essere invidioso della tua gioia. L’unico nemico della tua gioia sei tu!
Accetta di portare il peso di una vita felice. Forse arriverai anche tu a disegnare il sole come un viso sorridente, come fanno i bambini!
Del resto, non preoccuparti di poter sbagliare strada: non si è mai sentito che qualcuno “sia mai morto di troppa felicità!”
Di tranquillità invece non c’è bisogno di morire. Si è già morti!